Quattro salti nei migliori jazz club
Il jazz non viene spesso associato a San Francisco, ma questa movimentata città sulla costa occidentale degli Stati Uniti offre un panorama jazzistico davvero vivace, con una storia particolare. Nonostante i tempi d'oro siano giunti al termine, in questa città sono ancora aperti molti jazz club d’eccezione.
Un centro per il jazz
Artisti famosi come Ella Fitzgerald, Billie Holiday e Louis Armstrong si esibirono spesso nei jazz club di Fillmore, in particolare al Jimbo’s Bop City, un club popolare in tutto il paese per le sue jam session, che non di rado terminavano con le prime luci dell’alba. Verso la fine degli anni '50, Fillmore sprofondò in un costante declino e il vivace panorama jazzistico scomparve. L'edificio che ospitava il Bop City oggi rappresenta solo un luogo del patrimonio culturale della città, ma a San Francisco si possono ancora trovare jazz club fantastici. Nel 2013, ad esempio, è stato inaugurato il centro culturale SFJAZZ: il primo centro indipendente degli Stati Uniti dedicato interamente al jazz. L'obiettivo del centro è di avvicinare i suoi visitatori a questo genere musicale e alla sua storia e propone anche laboratori e corsi. Gli spettacoli degli artisti più e meno famosi si svolgono tutta la settimana nel meraviglioso auditorium. Biglietti, nomi e date sono disponibili sul sito internet.
Un po' di jazz da Yoshi’s
Yoshi’s è uno dei migliori jazz club di San Francisco. La giapponese Yoshie Akiba nel 1972 aprì a Berkeley un piccolo sushi restaurant, ma visto il suo grande successo, presto dovette trovare una sistemazione più grande ad Oakland. Nella nuova sede venne presto introdotta la musica dal vivo e Yoshi’s divenne rapidamente un jazz club d'eccezione. Nel 2007, Yoshi’s ha aperto un secondo ristorante nel cuore di San Francisco, in Fillmore Street. Sia il cibo che il jazz sono di ottima qualità, probabilmente è l'unico luogo al mondo in cui si può ascoltare musica jazz di qualità, gustando al contempo le specialità di un ristorante stellato Michelin.
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